Rossa/Immagine e Comunicazione: la CGIL festeggia se stessa
di Emanuela Nicoloro
Una mostra storica di grande novità, che vede impiegate tecnologie multimediali e interattive all’avanguardia.
Ciò che si vuole offrire è l’esperienza di un viaggio attraverso lo spazio e il tempo, una storia fatta di lotte e di scontri ma anche di idee, di rapporti, di coesione sociale, di partecipazione.
La metafora visiva che accompagna il pubblico lungo tutta la visita è l’idea di movimento che segue l’irrompere nella storia del movimento dei lavoratori, inteso come forma di aggregazione e di lotta per l’affermazione o la difesa dei propri diritti e dei propri ideali.
Diverse le sezioni di cui è composta la mostra, promossa da MIBAC (Comitato Nazionale per le Celebrazioni del Centenario della CGIL) e dalla Fondazione Giuseppe Di Vittorio.
“Le società operaie” è un percorso che si apre con una videoinstallazione dedicata alle prime forme di aggregazione mutualistica; “Tra campagna e città” è una serie di foto che presenta la condizione dei lavoratori delle diverse categorie e nelle diverse aree territoriali; “Corpo del lavoro” è la sezione di documenti e immagini (manifesti, cartoline, fotografie) che introduce la nascita della cooperazione, le prime Camere del Lavoro e le organizzazioni sindacali; nella sezione “Primo maggio”, invece, sono presentati manifesti del 1° Maggio, dai primi del ‘900 ad oggi, una grande videoproiezione che ripropone le immagini di uno sciopero di lavoratori nel 1918 e ad una gigantografia che ritrae l’incedere di un corteo durante i festeggiamenti del 1° Maggio 1902 a Trieste; “Confederazione Generale del Lavoro” è una suggestiva installazione dedicata al primo congresso della CGDL nell’ottobre 1906; la sezione “La lunga ombra” ci riporta agli anni del Duce e del Fascismo attraverso vari aspetti della comunicazione legati al lavoro (discorsi di Mussolini, visite di Mussolini nelle fabbriche, alla Fiat e agli stabilimenti Mirafiori, temi dell’autarchia e dell’esaltazione della produttività, fordismo e donne al lavoro); nella zona “Lotta clandestina” il visitatore si immerge in una stanza a cul de sac avvolta nella penombra. Lungo le pareti si aprono fessure attraverso le quali giungono suoni e si intravedono movimenti; “Rinascita”: usciti dalla clandestinità i visitatori sono accolti dalle immagini della Liberazione (in particolare a Torino e a Milano); “Boom economico e immigrazione” e “Uniti nella lotta” sono le sezioni in cui vengono proiettati video sulla lotta degli anni Sessanta; “Quadrato rosso” documenta la crisi economica arrivata al suo apice alla fine degli anni Settanta; “Quarto Stato” è l’ultima installazione e riprende visivamente il Quarto Stato di Pellizza da Volpedo con protagonisti i lavoratori di oggi.
28 novembre 2007