“Adelaide”: dal teatro al cinema
di Chiara Calligaris
In questi giorni i vicoli dei Quartieri Spagnoli sono il set di un cortometraggio intitolato “Adelaide”, tratto dall’omonimo testo di Fortunato Calvino, che nel 2005 alla sua prima rappresentazione al Teatro Nuovo ebbe subito successo di critica e di pubblico.
A fare da ambientazione al corto non saranno solo i vicoli di uno dei quartieri più famosi di Napoli, ma anche un appartamento, nella stessa zona, allestito ed arredato dallo scenografo Renato Lori.
L’adattamento cinematografico, scritto a quattro mani dallo stesso autore del testo e Imma Piro, anche interprete principale nonché regista, vanta la presenza di un attore d’eccezione, Mariano Rigillo nel ruolo dell’avvocato. Ad affiancare la Piro e Rigillo ci saranno Anna Orso, Roberta Serrano e Biagio Forestieri.
Protagonista della storia è un prostituta avanti con gli anni, che sbarca il lunario offrendo rifugio ai delinquenti feriti delle mille faide che funestano i Quartieri Spagnoli. Adelaide ascolta, dà consigli, apre il suo cuore a tutti. Tra questi anche un vecchio cliente, un avvocato ormai cieco, che in casa di Adelaide ha un dissidio con Genny, giovane privo di scrupoli che aspira a diventare il boss del quartiere.
Nasce così l’occasione per rappresentare uno scontro/confronto sociale: l’avvocato portatore di valori tradizionali e Genny, vittima violenta e carnefice al tempo stesso, emblema di una sbagliata visione giovanile della realtà che conduce all’annientamento. Calvino, fin dai primi anni 90, ha sempre messo al centro dei suoi noir le tematiche sociali dell’illegalità napoletana in cui il bene non sembra mai trionfare.
Il corto diventa così metafora di una Napoli ferita e tragica nei suoi eccessi.
25 settembre 2007