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La Ferita di Presente>Indicativo

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Roberto Saviano Roberto Saviano
Locandina Locandina
Presso Il Pozzo e il Pendolo l'appuntamento ‘centrale’ della rassegna di Teatro Civile organizzata dall’Associazione Culturale Altamarea.

 Di Margerita Coppola

Camorra. Camorra. Camorra. Questa “La ferita” che attraversa le viscere di Napoli e che, invece di cicatrizzarsi, si allarga sempre più. Se ne è discusso lunedì sera (15 gennaio) a Il Pozzo e il Pendolo Teatro. Un incontro-dibattito che s’inserisce come punto focale della rassegna di Teatro Civile “Presente>Indicativo”, iniziata il 10 gennaio.

Ad alzare la voce anche quando tutto tace, sono autori di libri forti, coraggiosi che con le parole fotografano la realtà della Napoli rossa, quella sporca di sangue, che ci segue come una lunga ombra nera alla quale ormai siamo abituati. Come nella scorsa edizione, scrittori del calibro di Roberto Saviano (celebre per “Gomorra”) hanno dato il proprio supporto alla manifestazione.

Madri costrette alla non-vita per l’uccisione di un figlio reo solo di aver parcheggiato nel posto sbagliato; l’ascesa di un camorrista a boss sanguinario e insaziabile; un diciottenne ucciso dalla famiglia perché “meglio morto che vigliacco”; gli sgarri compiuti contro il capo puniti con la morte. Fatti di cronaca. Fatti che accadono sotto i nostri occhi. Fatti dimenticati e rivissuti attraverso i brani tratti dai libri di autori che sfidano il sistema (perché è di un sistema criminale quello di cui si parla). Letteratura e teatro contro la camorra. E’ da questo proposto che al dibattito vero e proprio con il Dott. Lucio Di Pietro (Procuratore Nazionale Antimafia aggiunto), Maria Franco (docente del IPM di Nisida) e Conchita Sannino (conduttrice della serata e giornalista di Repubblica), si sono alternate letture teatralizzate: “Madre Luna” di Fortunato Calvino, letto da Rosa Fontanella; “Il Re” di Roberto Russo, con Antoine; “Il talento di Giovanni” di Mario Gelardi e Giuseppe Miale di Mauro, interpretato da Antonio D’Avino; “Lo sgarro” e “L’infame” di e con Giovanni Meola; “Padri e figli” di Maria Franco, letto da Gioia Miale; e, infine, “Lo Scandalo dei pedofili” di Conchita Sannino, con Tina Femiano.

Un cimitero di anime è l’impero della camorra. Anime morte già prima di andare sottoterra per il male che le macchia. Ma è un regno di zombies difficile da abbattere. A confermarlo Lucio Di Pietro che sottolinea, inoltre, la differenza tra la mafia e la camorra: alla piramide gerarchica siciliana regolata dalle proprie (discutibili) leggi, si sostituisce a Napoli una giungla anarchica dove, di giorno in giorno, accanto alle famiglie-capo, si moltiplicano i cosiddetti “guappi di cartone” che uccidono anche per le banalità. Se si guardano gli omicidi commessi in Campania per motivi camorristici quindi, risultano essere il triplo di quelli messi a segno dalla mafia. E’ il dramma che segna la nostra città da anni. Ma in tanti credono nella sensibilizzazione, nella cultura.

Il prossimo appuntamento con “Presente>Indicativo” è previsto per mercoledì 17 gennaio con “Le donne di Valeria Perrella”, incontro con la giovane scrittrice Perrella presso il teatro Il Pozzo e il Pendolo.

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