"S’è fatta ora" - Antonio Pascale
Di Marianna Lepore
“L’amore è questo purtroppo. Uno che fugge (da un dolore) e l’altro che gli dice di aspettare (per affrontarlo c’è tempo). Ma nessuno dei due in fondo vuole cambiare i passi dell’altro”.
Ė uno dei concetti che si ripete all’interno di S’è fatta ora, l’ultimo libro di Antonio Pascale edito da Minimum fax. La vita di Vincenzo Postiglione, alter ego di Pascale, è raccontata in cinque momenti chiave della sua esistenza. Cinque momenti in cui all’improvviso la vita ha cambiato il suo corso, e anche se i sogni non si sono avverati, non abbiamo avuto tempo di capirlo perché troppo impegnati a fare altro.
Il piccolo Vincenzo è figlio di una generazione caratterizzata dall’irrequietezza, forse dovuta alla mancanza di tempo dei suoi genitori: talmente giovani quando sono diventati padri, da rincorrere per sempre il tempo perduto. Il “s’è fatta ora” che il padre di Vincenzo ripete sempre, sembra quasi una punizione per il bambino. E sembra di vederlo disteso a letto, mentre aspetta che le porte sbattano a tutta velocità, dopo che gli spifferi hanno invaso tutta la casa. Nel disordine che pian piano invade la casa, solo il nonno sembra capace di porvi rimedio, di bloccare le porte e fermare gli spifferi. Ma arriverà anche un momento in cui nessuno più bloccherà quelle porte, e da soli bisognerà trovare il modo per risolvere il problema.
E quando Vincenzo cresce e diventa a sua volta padre, sarà lui a guardare il piccolo Alfredo giocare con gli stessi occhi dei suoi genitori, a stabilire l’ora del ritorno, e a sperare di essere perdonato in futuro per tutti gli errori commessi. Con la speranza che il figlio abbia un brutto carattere, perché solo chi è così alla fine trova sempre il modo per fare le cose. Non si fa fare fesso nella vita.
Un'importante prova narrativa questa per Antonio Pascale, uno dei più acclamati autori della nuova generazione, che dopo aver pubblicato per la Einaudi, entra con questo libro nella scuderia della casa editrice Minimum fax.
Non solo il romanzo è stato selezionato come finalista per la XXIII edizione del Premio Nazionale di narrativa di Bergamo, ma partecipa anche all’elezione del libro dell’anno di Fahrenheit. Il programma radiofonico, infatti, anche quest’anno premierà il 2 febbraio il libro preferito dagli ascoltatori, e nella lunga lista figura anche il libro di Pascale. S’è fatta ora, dunque Di leggerlo e di votarlo a fahre@rai.it