Il Liga poeta, quello che non ti aspetti.
Di Pasquale Capraro - È in pieno stile Liga, in perfetta sintonia con la sua irrefrenabile voglia di stupire e stupirsi ogni volta, la presentazione (il 3 ottobre scorso) dell’ultima fatica artistica del rocker di Correggio. Una raccolta di 77 poesie, le “Lettere d’amore nel frigo”, che hanno tutta l’aria di essere un’altra delle ormai tante scommesse vinte. È bastata infatti una sola settimana per far schizzare il libro al primo posto della classifica dei tascabili più venduti nonché al settimo posto di quella generale divisa per categorie. Una promessa mantenuta, dunque, quella di Luciano, che solo pochi mesi fa aveva annunciato tre novità per la fine dell’anno. “Lettere d’amore nel frigo” rappresenta infatti solo la prima tappa di questa trilogia che si concluderà a dicembre con l’ultima tappa del suo tour teatrale, passando però da una nuova canzone realizzata in collaborazione con Elisa: “Gli ostacoli del cuore”.
“L’idea di raccogliere in un libro le mie poesie nasce due anni fa” - ha dichiarato il Liga - “Era un periodo della mia vita pieno di eventi fortissimi. Nel bene e nel male. Comunque un periodo di profondi cambiamenti. Perché non è che li decidiamo noi i nostri eventuali cambiamenti. Spesso è solo il nostro modo di reagire a quello che ci capita. Ebbene in quel periodo così denso e sconvolgente ho avuto bisogno di buttar fuori e cercare di dare uno sfogo alla vera e propria compressione emotiva in cui mi ero trovato. Era come se cercassi di mettere a fuoco il mio punto di vista sul mondo mentre quello stesso punto di vista si muoveva, provava ad aggiustarsi. Soprattutto ho avuto bisogno di farlo in assoluta libertà senza legarmi al bisogno di musicare delle parole o di essere comprensibile per forza”.
Insomma un lavoro nato dal bisogno di reagire alla pressione spesso insostenibile del mondo dello “show-business”, qualcosa di unico e spontaneo, senza nessun tipo di filtro mediatico, un motivo in più (ma non l’unico) per condividere con il cantautore emiliano la sua arte.
“Le poesie ti permettono di soffermarti su ogni verso” - continua -, “di provare a indovinarne il ritmo interno, di dare una tua interpretazione a un passaggio, di lasciarle lavorare delicatamente ma con potenza dentro di te. Non sempre le poesie che più ho amato mi risultavano del tutto chiare, anzi, spesso era il contrario. Non stiamo parlando di un'equazione matematica, è l'impatto della capacità emotiva di un autore con la predisposizione emotiva di un lettore, quindi le variabili sono miliardi. Ma senza fare troppa teoria volevo solo dirvi questo: leggetele tutte insieme, leggete solo un verso per volta, leggetene una per volta,leggetele mentre siete al cesso, leggetele mentre state leggendo altri libri, leggetele impiastricciandole di appunti, leggetele sporcandole di sugo, scuotendo la testa, ridendoci un po' su, leggetele "come" vi pare ma ricordatevi che, per loro ci vuole tempo…chissà che non sia tempo speso bene”.