Il ritorno degli Afterhours
Di Sergio D'Amico
“Ballad for
little hyenas”. Gli Afterhours tornano a Napoli con la tournée del
loro ultimo e fortunato disco. La band milanese, capitanata da Manuel
Agnelli, torna a calcare il palco del Palapartenope a distanza di pochi
mesi della ultima esibizione di aprile.
Il 14
dicembre, quindi, avremo occasione di poter riascoltate nuovamente dal vivo
la band rock italiana forse più europea del momento.
“Ballad
for little hyenas” è la versione inglese del fortunato disco “Ballate per piccole iene” che
ha visto la pubblicazione nel marzo 2005.
Un disco in cui Manuel e soci
mostrano di credere molto, tanto da “tradurlo” e riproporlo in inglese, in
modo da potersi offrire anche al mercato
americano ed europeo.
Una operazione
che gli Afterhours stanno appoggiando con due anni di sfiancante tour in giro
per il mondo. Infatti, oltre alle date italiane, nelle quali la band viene
accolta con gli onori della fama, il gruppo milanese è impegnato in date
americane ed europee, suonando in piccoli locali.
Una devozione
alla musica che denota il piacere di esportare le proprie idee e la voglia di
non fermarsi agli apprezzamenti di casa ormai acquisiti da tempo.
In realtà “le
ballate” inglesi degli Afterhours non sono il primo esperimento in lingua di
Agnelli.
Gli Afterhours
esordirono, infatti, nel 1993 con During Christine’s sleep suonando in
giro per gli States. La ribalta in patria giunse, invece, solo nel 1995 con Germi,
primo album in italiano.
Da allora il
loro cammino artistico si è orientato più che altro alla conquista del mercato
italiano.
“Ballate per
piccole iene”, del 2005, segna invece la svolta. Agnelli propone un disco
intimo, delicato e violento al contempo, riaffermando le sue doti di
cantautore. Un disco elegante che si distacca dai precedenti lavori da inserire
più in un contesto tipicamente rock fatto di chitarre grezze, grida e rabbia.
“Le ballate”
invece incanalano la band sulla strada dell’eleganza musicale, che non si tira
indietro quando si tratta di vomitare rancore, ma che ha una cura quasi
maniacale dei suoni e dei testi.
Uno show che
mischierà canzoni in lingua a quelle in italiano, grinta, passione e
delicatezza. Uno show rock di dimensione europea, quello che spesso manca nel
panorama della musica rock all’italiana.