SUONARNE 1 PER EDUCARNE 100, di Daniele Sepe
Nuovo disco per Daniele Sepe.
SUONARNE 1 PER EDUCARNE 100 e' un disco
sugli anni settanta. Non e' un disco retorico, quanto un tributo a quelli
che sono passati alla storia con il nome di "Anni di Piombo", ma che
sono stati anche molto, molto altro. Sono stati anni in cui la politica era un valido
concetto, parte di un mondo a colori, mentre la tv era in bianco e nero, ed aveva
una funzione nella maggior parte dei casi pedagogica e di intrattenimento
intelligente, e non catalizzatrice dei consumi, della vita pubblica come quella
attuale, riempitivo del vuoto culturale cui si riferisce.
Le idee circolavano
massicciamente, unite ad un senso di appartenenza e di critica oggi per la
maggior parte andato perduto. Parlare di operai non suonava anacronistico, cosi' come di
padroni. Si poteva essere "contro" le stragi di Stato, la strategia della
tensione, senza essere del partito armato. Il tema e' riassunto nelle parole che aprono il
brano Bianco e Nero: "forzare il movimento / verso la lotta armata /
portarlo oltre ogni limite / che grande bastardata / loro trenta anni di isolamento coatto
/ noi reality / encefalogramma piatto".
Questo disco parla di quel decennio; in
senso globale. La musica – quella suonata e quella che passa per una
radio in continua sintonizzazione - la politica, i ricordi, lo sberleffo, la denuncia. E"
costruito, come un concept-album, o come un Musical, il cui involontario
protagonista e' Piero Zamponi, figura immaginaria ed allegorica che racchiude
in se e nelle sue vicende il filo conduttore dell"intero lavoro.
La sequenza dei brani si snoda in maniera cronologica partendo dallo Zappa di Peaches in Regalia, agli albori degli anni "70, per poi proseguire, alternando dialoghi, musica, parole a volte colme di ironia, ma anche pesanti come macigni, con tributi rock a Led Zeppelin e Deep Purple e ai musical glam di Rocky Horror Show (Come in coma) o freak di Hair (Let your past live) . C'e' il blues, il funk, gli echi di Napoli Centrale (con il brano omonimo dedicato a James Senese).
Il disco si chiude con la stupenda versione del classico Hasta Sempre, di Carlos Puebla, un inno di speranza alla rivoluzione perpetua, da contrapporsi all'imperante dottrina della guerra permanente.
Coinvolgendo oltre 40 musicisti ("tutti a gratis – i veri militanti sono stati loro" e' sottolineato nelle note di copertina) Daniele Sepe dipinge un affresco coinvolgente che, come sempre nei suoi lavori – si lascia ascoltare. Ma. oltre a smuovere i piedi smuove anche la coscienza, con le armi che gli sono piu' congeniali: quelle della parola e della musica.