“Desdèmona, ovvero dell'amor perduto”
Di Redazione
Un testo di Shakespeare di fronte a un libro di Aldo Carotenuto. E lo sguardo mobile di una Desdèmona ideale, che insegue le immagini del Tradimento disvelate dai due autori, per sfiorare “quel segreto chiamato anima”. Sono questi alcuni momenti del nuovo lavoro teatrale di Paola Tortora, in scena il prossimo fine settimana all' Ultimo Teatro (nell'ambito della rassegna “teatro di innovazione Città di Portici”) e dal 28 febbraio al 2 marzo all'Elicantropo di Napoli.
Lo spettacolo, ideato
e diretto dall'attrice napoletana, prende spunto dallo studio Trilogia sull'Otello e dal libro di
Carotenuto (uno dei maggiori psicoanalisti
junghiani del recente passato) “Amare Tradire”. Un lavoro che nasce dall'idea di affrontare il tema
del tradimento inteso nel senso più ampio
del termine, e dall’esigenza di riflettere sul significato profondo ed esistenziale di questa inevitabile esperienza
umana. Trilogia, che partendo da due studi preliminari (I e II Quadro),
conduce alla sintesi del
III Quadro, dove l’opera è consegnata a tre Buffoni che ne Raccontano vivacemente
la storia, Svelandone i misteri. Proprio dal III quadro, nasce il titolo dello
spettacolo: “Desdemona, ovvero dell’amor perduto”.
Margherita Ortolani e Marcello Turco, con i brani della colonna sonora tratti da Schostakovich, Britten e Bach. I costumi sono di Angela Casarone.
22 febbraio 2008