"Esistenza, soffio che ha fame”
Di Margherita Coppola - L’aramaico di Qohèlet impresso su tre pannelli, simbolo della trinità divina, stagliati sul fondo di un palco. La musica cadenzata e senza tempo di un carillon, per aprire una minuscola porta sul mondo della fede e una donna avvolta dal rosso del suo vestito. Dubbi, incertezze, domande per avvicinarsi a Dio: il mistero davanti al quale tutti inevitabilmente crolliamo. E’ con i versi di Emily Dickinson che si apre “Esistenza, soffio che ha fame” (produzione di Chance Eventi), in scena al Nuovo Teatro Nuovo fino a domenica 26.
Quattro anime alla ricerca del Creatore: il pastore don Andrea Gallo (il “prete di strada” più noto d’Italia), l’attrice Carla Peirolero, Roberta Alloiso cantante e il musicista Edmondo Romano.
Un viaggio nel mare sconfinato e tempestoso della religiosità. I quattro navigano senza sosta per naufragare di volta in volta sulle isole della fede. Naufraghi nella propria piccolezza dinnanzi all’immensa, quanto misteriosa, grandezza dell’opera divina. Così su ogni isola vengono recitati brani della Bibbia, del Corano, del Bhagavad-Gita e del Sutra del Loto. Isole religiose, parte di uno stesso arcipelago nelle acque di un Dio universale. È questo il muro maestro intorno al quale si costruisce uno spettacolo originale, flessuoso e instabile come lo spirito umano. Più che un recital si tratta di una conversazione, di una riflessione, legate ai versi di autori come Christian Bobin , Teresa d’Avila, Simone Weil , Emily Dickinson e, su tutti, gli scritti di Qohèlet tradotti da Guido Ceronetti.
A riproporli, in un’interpretazione intimamente emozionata ed emozionante, Carla Peirolero. Utero della rappresentazioni gli scambi di idee tra lei e il prete fondatore della Comunità di San Benedetto al Porto, trasformati in puro spettacolo.
Accanto alla parola sacra recitata, la voce soave, trattenuta, soffusa di Roberta Alloiso. Vero momento di poesia, di spiritualità capace di attraversare il confine della realtà per entrare in una dimensione celestiale e mistica. Complici le musiche orientaleggianti, esotiche e leggere di Edmondo Romano. Unione perfetta capace di esaltare la semplicità raffinata dei testi ispirati a Qohèlet. Tra le “polveri” e il “fumo” cantati dalla vocalist genovese, si definiscono sculture di parole raffiguranti Cristo.
Altalena continua tra il lirismo della trascendenza, cantato da celebri autori e dai libri sacri del Cristianesimo, del Buddismo, dell’Islamismo e le parole “terrene”, di cruda attualità di don Gallo. Guerra e kamikaze, denaro e successo, aborto e accoglienza, sono alcuni dei temi che cadono nella ragnatela lessicale del “prete del marciapiede”. Un libro di voci mortali e immanente quello del pastore ligure, in contrasto con l’immortalità e l’infinito della ricerca interiore che invece vola alta con il resto del cast.