"I Re" di Cortàzar al Nuovo Teatro Nuovo
Di Alda Fusco
Il mito diventa carne, il mostro
metà uomo e metà toro è un individuo che soffre.
Accade al Nuovo Teatro Nuovo di Napoli per il debutto de “ I Re” di Julio Cortàzar, opera prima del regista Tommaso Tuzzoli in scena dal 5 al 10 Dicembre.
L’allestimento si ispira alla rilettura
dell’autore belga della storia del Minotauro (interpretato da Andrea Capaldi),
sovrano di un labirinto oscuro a cui il destino conduce altri due re, Minosse
(Marco Martini) e Teseo (Marco Grossi).
E’ su questa triade che si snoda
un racconto di “soliloqui che sospendono
i dialoghi, movimenti geometrici che servono come appiglio ad una percepibile
instabilità regale – dichiara il regista – incapace per sua natura di aprirsi e
trovare la propria ragion d’essere nella comunione con gli uomini”.
Il dedalo di marmo in cui è
rinchiuso il Minotauro, privato di luce e giovinezza, è uno spazio tutto
mentale. Ogni pulsione è interna, resta come monca in un’atmosfera irreale,
conducendo tutti i re all’immobilità fisica.
Anche il combattimento tra il
Minotauro e Teseo, uno dei quadri meglio riusciti, è appena accennato, a
sottolineare i sentimenti contrastanti dei due eroi, più che la misura della
forza fisica. Da un lato la pulsione alla vita, rappresentata da una
convincente Arianna (Giorgia Salari), filo rosso tra i re, la sola in grado di
esprimere il suo mondo interiore, dall’altro la morte, voluta da Teseo per
legittimare il suo status di eroe e vista dal Minotauro come unico
riconoscimento possibile della sua umanità.
Solo in fin di vita egli potrà
liberarsi dalla maschera taurina ed essere pianto dal Citarista (Giuseppe
Papa), che solo conosce le fragilità del “mostro”.
Un’abile gioco di luci (Simone De
Angelis) e musiche (Franco Visioli)
sottolinea non gli avvenimenti, ma le relazioni tra i protagonisti,
alleggerendo la corposità dei dialoghi e la staticità dei corpi.