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Donne e camorra i temi di “Presente>Indicativo”

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Presso Il Pozzo e il Pendolo parte la rassegna organizzata dall’Associazione Culturale Altamarea, dal 10 al 21 gennaio.

Di Margherita Coppola

Teatro e cronaca che s’intersecano per raccontare l’attualità. Parte oggi la seconda edizione della rassegna di Teatro Civile “Presente>Indicativo” organizzata dall’Associazione Culturale Altamarea, con il sostegno dell’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Napoli, dell’Assessorato all’Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Campania, e la collaborazione di Teatro Elicantropo e Il Pozzo e il Pendolo Teatro.

È un mix di teatro, incontri e dibattiti il risultato finale della lunga serie di appuntamenti previsti dalla manifestazione napoletana (in programma dal 10 al 21 gennaio).

Per questa seconda edizione – spiegano i direttori artistici - abbiamo pensato di puntare su due temi. Questa volta parliamo di donne, ma continuiamo il nostro percorso sulla camorra e le sue molteplici ramificazioni. La nostra scelta è stata di puntare su autori giovani, attori emergenti e registi che stanno confermando un personale percorso iniziato da tempo: una nuova generazione di artisti impegnati civilmente e socialmente”.

Apre quindi il sipario all’Elicantropo, il 10 gennaio, l’anteprima di “Auti Nostro” (in replica il giorno 11) tratto dall’omonimo libro di Ciro Fusco (fotografo Ansa), con Giuseppe Miale di Mauro e Antonio D’Avino, musicato da Giulio Fazio e a cura di Mario Gelardi.

“Morire di pace”, ispirato alla vera storia di Stefano Melone (militare morto a causa dell’uranio impoverito) di Sara Greco e Giancarlo Fares, sarà il secondo appuntamento per venerdì 12. Una rappresentazione drammatica nel suo duro realismo interpretata dalla stessa Greco accompagnata dalle note della chitarra classica di Daniele Romeo.

Sabato 13 e domenica 14 invece,  presentata da I Teatrini, “Figli del tricolore” ‘materiali drammaturgici per uno spettacolo in divenire’, farà rivivere un po’ di storia nostrana attraverso la lettura musicata con Antonello Cossia, Raffaele Di Florio, Riccardo Veno. Tratto da “Contadini del Sud” di Rocco Scotellaro, l’adattamento teatrale è di Antonello Cossia.

Ci si ritrova poi, martedì 16, tra i rifiuti di un paesino centromeridionale in “Groppi d’amore nella scuraglia” di e con Tiziano Scarpa.

Una visita fastidiosa fra i meandri della società con tutte le sue volgarità verrà fatta, poi, da Milena Costanzo e Roberto Rustioni in “Està bien, esplosione due” giovedì 18 e venerdì 19.

A chiudere la manifestazione, sabato 20 gennaio, Antica Babilonia, missione di pace in zona di guerra” (in replica il giorno 21) di e con Carmine Borrino.

Diversi i temi affrontati in ogni spettacolo ma tutti di grande attualità. E, per rendere ancora più forti e realistiche le rappresentazioni, un interessante preambolo offrirà la possibilità di incontrare persone “della vita reale” vicine agli argomenti trattati. Da non perdere gli appuntamenti (sezione incontri) del 12 e 19 gennaio dove protagoniste saranno due donne: Paola Melone, vedova del militare Stefano Melone, e Adele Parrillo, compagna del regista Stefano Rolla, ucciso a Nassirya nel tragico attentato.

Infine, “La ferita” il 15 gennaio vedrà riuniti autori partenopei attivi nel denunciare atti camorristici, la   dott.ssa Maria Franco, docente IPM Nitida ed il Dottor Lucio Di Pietro, Procuratore Nazionale Antimafia aggiunto.

La sezione incontri si snoderà nei locali de Il Pozzo e il Pendolo.

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