Incontro-confronto tra due giovani registi al Nuovo Teatro Nuovo
Di Maria Grazia Perrone
Una partita a due per conoscersi e confrontarsi. Questa l’idea del Nuovo Teatro Nuovo, unitamente a I Teatrini e Milzacompressa, nata per far incontrare il lavoro di due giovani registi. Sara Sole con “‘O Mare” e Pino Carbone con “Agamennone” saranno i protagonisti delle serate in programma dal 9 al 14 gennaio negli spazi della sala Assoli.
Il primo spettacolo a calcare le scene del teatro Nuovo sarà “’O Mare” (dal 9 all’11 gennaio) di Sara Sole Notarbartolo con Glen Çaci, Giulio Barbato, Ilaria Migliaccio, Claudio Javier Valenzuela Benegas, Giovanni Prisco. Una pièce ricca di musica e fantasia nata per raccontare una storia di emigrazione, di difficoltà e di amore.
Una piccola comunità formata da cinque personaggi. Gli uomini provengono dai quattro punti cardinali (Argentina, Napoli, Albania, Veneto), mentre l’unica donna è una sordomuta dalla nazionalità dubbia. Sono immigrati costretti a spostarsi perennemente, perché ovunque provano a insediarsi la burocrazia li raggiunge con le sue richieste di permessi di soggiorno. Un gruppo che parla lingue diverse e che comunica attraverso la musica e le arti di strada, che non ha una terra e che si è riunito in una compagnia di spettacolo itinerante. La comitiva, in cammino da anni, attraversa territori indistinti per raggiungere il mare. La meta che rappresenta la terra promessa, la libertà, il luogo da cui nessuno più può bandirla. Una comunità che diventa una specie di famiglia al cui interno, però, è accaduto qualcosa. Proprio quando il mare sembra essere davvero vicino la competizione e le dinamiche del potere entrano nel gruppo e rischiano di far fallire tutto.
Dal 12 al 14 gennaio sarà, invece, Pino Carbone ad andare in scena con il suo adattamento di “Agamennone”. Una protesta sospesa da Eschilo a Pier Paolo Pasolini, adattata dallo stesso regista, che vedrà in scena Andrea de Goyzueta, Francesca De Nicolais, Giuseppe Papa, Giovanni Prisco, e Fabio Rossi. I cinque attori, sempre presenti e in continua attività, dominano la scena e diventano di volta in volta i personaggi della tragedia.
L’invocazione a Dio per far finire presto una pena segna il primo verso di questa tragedia ed è la speranza del popolo di Argo che aspetta il ritorno del suo re per ristabilire un equilibrio. Questo è il desiderio del guardiano che da dieci anni aspetta il segnale di fuoco che annuncia il ritorno vittorioso di Agamennone da Troia. Il desiderio dell’uomo è presto esaudito, al termine della sua angoscia personale inizia però una tragedia annunciata dal coro di vecchi. A proclamare la stessa è anche Cassandra, preda di guerra e figlia di Priamo, condotta da un messaggero che precede Agamennone. La donna in un delirio premonitore rivela la strage che l’infedele regina Clitennestra eseguirà sul marito e su se stessa. La sovrana confessa e giustifica al coro, che la minaccia, l’atroce delitto a lungo organizzato con il suo amante Egisto.
Sei serate per dieci personaggi e due opere tutte da vedere.