Uno, nessuno e centomila regia di Orlando Forioso
Di Redazione
Dopo il debutto francese a Bastia, arriva a Napoli, martedì 19 febbraio 2008 alle ore 21.00, in prima nazionale al Nuovo Teatro Nuovo, Uno, nessuno e centomila, dall’omonimo romanzo ed altre commedie di Luigi Pirandello, per la regia di Orlando Forioso.
Presentato da Media Aetas Teatro in collaborazione con U Svegliu Calvese (Corsica), lo spettacolo vede protagonisti, in scena, Ruben Rigillo, Fernando Pannullo, Fulvia Carotenuto, Mario Brancaccio, Michele Bonè. L’impianto scenico è a cura di Marc Lamerant, le musiche di Bruno Coulais, Carlo Faiello e di autori vari risalenti agli anni ’20 ed agli anni ’30.
L’ultimo romanzo di Pirandello, Uno nessuno e centomila, uscito a puntate sulla Fiera letteraria dal dicembre 1925 al giugno 1926, ebbe una lunga gestazione di circa quindici anni. Avrebbe dovuto essere, come scrisse l’autore, il proemio della sua produzione teatrale, mentre ne diventò per certi aspetti un riepilogo, una sorta di lungo monologo, continuato per anni, dal quale uscivano a tratti frammenti che venivano utilizzati come spunti per le opere teatrali, mentre il libro attendeva invano un compimento.
Lo spettacolo recupera questa idea di contenitore teatrale e segue la frammentazione della narrazione di Moscarda in una riflessione/azione rappresentata davanti agli altri “Cinque personaggi in cerca d’autore”, che, di volta in volta, diventano spettatori e attori, protagonisti ed antagonisti della sua vicenda.
Da uno specchio, superficie ambigua, inquietante, emerge un giorno per Vitangelo Moscarda, chiamato dalla moglie Gengè, un volto di sé finora ignorato: un naso in pendenza verso destra. Questo avvenimento provoca in lui una profonda crisi che lo porta a scoprire che gli altri si fanno di lui un’immagine diversa da quella che egli si è creato di se stesso. Scopre di non essere "uno", come aveva creduto sino a quel momento, ma di essere "centomila", nel riflesso delle prospettive degli altri, e quindi "nessuno".
Da questa crisi nasce in lui la volontà di distruggere le false immagini di sé, cominciando, così, a ribellarsi e facendo cose che, agli occhi di chi gli sta attorno, appaiono incomprensibili. La scoperta che “un irreparabile guasto è sopravvenuto al congegno dell'universo” ha un'apparenza di esagerazione comica se riferita alla sola rivelazione di un naso che pende verso destra, ma in realtà è commisurata alla dimensione profondamente catastrofica che si apre nella coscienza del protagonista.
19 febbraio 2008